La mia seconda scultura.
Nessuna scuola, nessun metodo.
Solo un pezzo di cipresso, qualche sgorbia… e tanta pazienza.
Un'Idea
Questa piccola nicchia vuota, all’esterno della casa, aspettava da tempo la sua Madonna. Ho voluto scolpirla per regalarla alla proprietaria della casa.
Il Legno
Ho scelto un pezzo di cipresso caduto durante l’inverno. Il suo profumo ha subito riempito la calda aria della Toscana. È un legno vivo, caldo, a volte imprevedibile, ma incredibilmente piacevole da scolpire.

Mana
Come sempre, Mana non è mai molto lontano. Osserva, scompare per qualche minuto, poi torna a controllare che tutto proceda come previsto.

LEGNO:
Questo pezzo proviene da un cipresso dell’Arizona caduto durante l’inverno. Poco importa il suo passaporto: fin dai primi colpi di sgorbia, è soprattutto il suo profumo a raccontare la sua storia.
Il Lavoro
Ogni colpo di sgorbia toglie un po’ di materia, ma soprattutto rivela una forma che sembrava già essere lì. Cerco di non imporre mai nulla. Ascolto il legno… anche se ogni tanto ci lascio qualche pezzetto di dito.

La Scultura
Gli ultimi passaggi con la carta abrasiva sostituiscono poco a poco gli utensili. I volumi si addolciscono e la luce comincia a scivolare sul cipresso. La scultura è finita… o quasi. Un’opera non lo è mai davvero.
In fondo, fotografare e scolpire sono la stessa cosa: togliere tutto ciò che è superfluo, fino a lasciare solo l’essenziale.


