Nel 2000 Ridley Scott scelse i paesaggi della Val d’Orcia per regalare a Massimo uno dei finali più memorabili della storia del cinema.
Come tanti, conoscevo già queste immagini a memoria. Le colline dorate, i cipressi, quella luce così particolare… Pensavo di venire a vedere un semplice set cinematografico.
Ma una volta arrivato, qualcosa cambia. Il film svanisce poco a poco. È il paesaggio a prendere il sopravvento.
Tra queste colline patrimonio mondiale dell’UNESCO ho percepito qualcosa di insolito. Qualcosa di silenzioso, quasi irreale. Non qualcosa che si vede. Qualcosa che si sente.
Qualcuno lo chiamerebbe magia.
Io lo chiamo semplicemente Mana.
Elysium
Ci sono luoghi che si scoprono per caso. E poi ci sono quelli che aspetti di vedere da anni Le colline di Gladiator appartenevano decisamente alla seconda categoria.
Dopo aver parcheggiato a Pienza era impossibile camminare con calma. Il mio cane Mana era già scattato in avanti, incapace di contenere l’entusiasmo. Mancavano ancora poche centinaia di metri, ma nella mia testa il film era già iniziato.
La strada sterrata si inoltra lentamente tra alcuni alberi. Si cammina senza sapere davvero quando apparirà il panorama. Poi arriva un’ultima curva… E all’improvviso tutto si apre. Le colline della Val d’Orcia appaiono in un solo istante. Sul fondo, il Monte Amiata domina l’orizzonte.
Ti lascia senza fiato.

Sono rimasto immobile per qualche secondo. Senza nemmeno accorgermene, la colonna sonora di Gladiator risuonava già nella mia mente.
Le cicale cantavano senza sosta. Una leggera brezza muoveva il grano secco dell’estate. Alcuni uccelli attraversavano il cielo. Nel frattempo Mana correva già tra le alte erbe.
In quel momento era impossibile capire dove finisse il film e dove iniziasse la Toscana.
Salendo sul piccolo argine si raggiunge il punto esatto dove Ridley Scott girò la scena più celebre di Gladiator: quella in cui Massimo attraversa lentamente il grano prima di ritrovare la sua famiglia.

Il parcheggio più vicino si trova all’ingresso di Pienza, a circa 1 km dal luogo delle riprese (vedi mappa qui sotto).
Una piccola strada permette di avvicinarsi alla Pieve dei Santi Vito e Modesto, ma è riservata esclusivamente ai residenti. Ti invitiamo a rispettare il divieto per preservare la tranquillità del luogo.
La Villa
Qualche chilometro più avanti, all’ingresso di San Quirico d’Orcia, appare un altro luogo simbolo del film. Un vecchio cancello. E dietro di lui. Un lungo viale di cipressi.Perfettamente allineati, sembrano quasi sull’attenti, come una guardia d’onore che accompagna naturalmente lo sguardo verso la casa.

Ovviamente Mana non ha saputo resistere. In pochi secondi aveva già trovato un passaggio ed era entrato. Era lì, fermo al centro del viale. Dritto come un legionaro romano. Lo sguardo fisso davanti a sé.Convinto di essere diventato una guardia romana incaricata di proteggere la casa di Massimo. Non me la sono sentita di dirgli che il suo turno era finito quasi duemila anni fa.

La casa di Massimo si trova presso il Podere di Poggio Manzuoli, all’ingresso di San Quirico d’Orcia. È possibile parcheggiare proprio davanti al cancello (vedi mappa qui sotto).
Un set cinematografico… o qualcosa di più? Prima di partire mi sono voltato un’ultima volta verso quelle colline. Pensavo di venire a vedere un luogo delle riprese. Sono ripartito con il ricordo di un momento. Forse è proprio per questo che Gladiator continua a emozionarci ancora oggi. Perché prima ancora di diventare un set cinematografico, la Val d’Orcia era già un luogo dove il tempo sembra rallentare.
Un luogo dove, per qualche istante, tutto il resto scompare.
Mappa
